Recensione Xiaomi Mi A1

Esteticamente Xiaomi Mi A1 è uno smartphone davvero ben realizzato, l’ho provato nella versione nera opaca e devo dire che mi è piaciuto molto. E’ costruito completamente in metallo nel retro e le strisce in plastica che servono a contenere le antenne sono ben nascoste, mentre frontalmente troviamo nella parte alta del dispositivo il classico led di notifica e nella parte bassa troviamo i pulsanti di Android soft touch retroilluminati. Il sensore d’impronte digitali è invece nel retro del dispositivo e devo dire che si è sempre comportato molto bene. Devo però ammettere che Xiaomi avrebbe potuto fare meglio in termini di ottimizzazioni delle dimensioni poiché la cornice superiore e inferiore al display potevano essere più ridotte.

Nella parte frontale dello smartphone troviamo dunque il display da 5.5 pollici IPS Full HD di buona qualità. Il pannello è luminoso e si vede bene in esterna con discreti angoli di visione ed ha un vetro protettivo che non trattiene le ditate, cosa non scontata negli smartphone in questa fascia di prezzo. Peccato soltanto per il sensore di luminosità che mi è sembrato che in alcuni frangenti tenesse la luminosità un po’ bassa e peccato anche per il fatto che non possiamo modificare la taratura dei colori del display all’interno delle impostazioni. Inoltre proprio la gamma cromatica riprodotta dal pannello mi è sembrata poco accesa, i colori sono leggermente slavati, ma è un aspetto che notiamo soltanto quando andiamo a confrontare il Mi A1 affiancandolo ad altri dispositivi.

Dal punto di vista software troviamo Android 7.1.2 Nougat con le ultime patch di sicurezza di dicembre, il software è stock senza personalizzazioni se non per la presenza di un’applicazione per i feedback, l’app per comandare i televisori ed altri apparecchi con il sensore ad infrarossi e l’app fotocamera che vedremo dopo. E’ un grande stravolgimento dal lato software per l’azienda poiché per la prima volta su uno Xiaomi non troviamo la classica MIUI, questo grazie all’adesione al programma Android One che include il supporto diretto di Google dal lato aggiornamenti. Ciò garantirà di ricevere sempre l’ultima patch di sicurezza e l’ultima versione software che verrà rilasciata direttamente da Google per nostro MI A1. Sinceramente mi sarei però aspettato che questo smartphone avesse già ricevuto l’ultima versione del robottino verde ma in questi giorni è in fase di testing la rom basata su android Oreo e dunque non ci sarà ancora molto da aspettare.

A bordo di questo dispositivo troviamo il processore Qualcomm Snapdragon 625 coadiuvato da 4 GB di Ram, nonostante la CPU cominci ad essere non più tra le più recenti le prestazioni sono soddisfacenti per questo smartphone. Le applicazioni si aprono rapidamente e sono sempre fluide nell’utilizzo quotidiano e grazie ai 4 GB di RAM avremo un’ottimo multitasking permettendoci di recuperare molte app in background con pochissime attese. Insomma questa è l’ennesima conferma che lo Snapdragon 625 è uno dei migliori processori mai prodotti da Qualcomm. La GPU è invece l’Adreno 506 e permette di poter giocare con una buona fluidità anche ai titoli più pesanti con un dettaglio grafico medio. Nelle sessioni di gioco prolungato invece il dispositivo non tenderà praticamente mai a scaldare e questo è sicuramente un’ottima notizia.

Xiaomi Mi A1 è dotato di due fotocamere da 12 megapixel accompagnate da un led flash a doppia tonalità di colore. L’interfaccia fotografica è la classica di Xiaomi che offre molte impostazioni per modificare l’immagine e in più aggiunge un paio di funzionalità dedicate al doppio modulo fotografico. Infatti le due fotocamere sono diverse tra loro in quanto la prima fotocamera è una f/2.2 che è un corrispettivo di un 25 mm e la seconda è una f/2.6 che corrisponde a un 50mm.
In parole povere ciò vuol dire che possiamo sfruttare la fotocamera secondaria per fare delle foto con zoom 2X ma soltanto con una buona luminosità ambientale e potremo sfruttarla anche per aiutare la fotocamera principale a fare delle foto ritratto, che mettono in evidenza il soggetto principale della foto sfocando lo sfondo imitando via software l’effetto bokeh delle reflex. Devo dire che i risultati di questo effetto sono veramente validi!
La qualità degli scatti è buona, le foto sono ben dettagliate ed hanno un buon bilanciamento dell’esposizione e delle luci. Con poca luminosità ambientale invece la qualità delle foto si abbassa, notiamo più rumore nell’immagine e mi è successo più volte che le foto mi venissero mosse se non tenevo ben saldo il telefono. Notate bene però che di notte gli zoom 2x in molti casi vengono effettuati dalla fotocamera standard e non dalla secondaria con un leggero peggioramento ulteriore nelle immagini. In conclusione però il risultato degli scatti di questo Xiaomi Mi A1 mi ha soddisfatto tenendo conto della fascia di prezzo del prodotto.
La camera frontale da 5 megapixel ci permette di scattare dei buoni selfie mentre i video sono girati ad una risoluzione massima 4K. La loro qualità è nella media e come praticamente quasi tutti gli smartphone nella sua fascia di prezzo non ha la stabilizzazione ottica e ciò va purtroppo ad inficiare la qualità dei video se non manteniamo le mani ferme.


Ti potrebbe interessare



Sergio

About Sergio

Appassionato di tecnologia mobile.